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Aspetti fiscali e normativi della professione di Naturopata

Per iniziare l’attività professionale di Naturopata bisogna rispettare una serie di disposizioni di legge e di norme fiscali.
L’esercizio della professione può svolgersi in modo autonomo oppure nell’ambito di una realtà associativa.
A sua volta l’attività individuale può essere esercitata anche come prestazione occasionale.
Si definisce lavoro autonomo l’attività svolta senza alcun vincolo di subordinazione nei confronti del cliente/committente, avvalendosi di una propria organizzazione di lavoro e decidendo in autonomia tempi, modalità e mezzi necessari al compimento della prestazione.

Attività individuale autonoma
(esercitata in via non occasionale – lavoratore autonomo munito di Partita Iva)

Requisiti

  1. Apertura di Partita Iva e rispetto di tutti gli adempimenti previsti in materia di Iva (versamento trimestrale e denuncia annuale)
  2. Gestione delle fatture attive (fatture emesse assoggettate al 22% di IVA) e passive (fatture degli acquisti)
  3. Tenuta delle scritture contabili obbligatorie
  4. Denuncia annuale dei redditi da lavoro autonomo
  5. Soggetto a Studi di Settore
  6. Iscrizione alla Cassa di Previdenza (gestione separata INPS e conseguente versamento dei contributi previdenziali)
  7. Facoltà di accedere a regimi contabili agevolati quando ricorrono le condizioni

La Fattura
È necessario inserire in ogni documento la dicitura: “attività professionale di cui alla legge 14.02.2013 n. 4”.
Il bollettario delle fatture potrà essere di quelli in vendita in blocchetti prestampati, da completare con il proprio nome e cognome, la dicitura “Naturopata”, l’indirizzo completo, la partita iva, il codice fiscale e l’indicazione dell’oggetto della prestazione (consulenza naturopatica /trattamento naturopatico).
L’Iva e la ritenuta di acconto vengono calcolate sul compenso e sull’eventuale rivalsa Inps del 4%.
Esempio
totale compenso:  € 100
rivalsa INPS 4% su € 100:  € 4
Totale imponibile: € 104
Iva 22% su € 104: € 22,88
TOTALE da pagare: € 126,88

Regime contabile
Il Naturopata che svolge la sua attività con partita iva avrà l’obbligo di tenuta delle scritture contabili e potrà aderire al regime agevolato dei minimi, qualora ne sussistano i presupposti.
Tale regime prevede dei requisiti di accesso e dei requisiti di permanenza.
In particolare, potranno accedere a tale regime solo i soggetti che nel triennio precedente non hanno svolto attività di lavoro autonomo o impresa, anche in forma associata a familiare.
Requisiti di permanenza consistono in ricavi o compensi non superiori a € 30.000.
Non è possibile essere lavoratori dipendenti o collaboratori a progetto. Hanno divieto di partecipare a società di persone o associazioni professionali
Il regime agevolato si applica per il periodo di imposta di inizio attività e per i quattro anni successivi.
I soggetti che non hanno ancora compiuto il 35° anno di età possono continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio fino al compimento del 35° anno di età.
Pertanto il regime agevolato si può applicare per i primi cinque anni e comunque sino al compimento dei 35 anni di età.
Il regime contabile agevolato (c.d. nuovi minimi ex art. 27 D.L. n.98/2011), a patto di non superare il limite di fatturato annuo pari ad € 30.000, esonera dal versamento dell’IVA, dell’IRAP (imposta regionale attività produttive), della ritenuta d’acconto, dagli studi di settore, dalla tenuta delle scritture contabili, e anziché versare le imposte dirette, vige solo l’obbligo di versare un’imposta sostituiva pari al 5% del reddito imponibile.
Se poi si considera che i contribuenti “nuovi minimi” determinano il reddito imponibile, sottraendo ai ricavi o compensi effettivamente incassati, tutti i costi inerenti e di cui ci sia stato il pagamento, è evidente che il carico fiscale per queste nuove attività è veramente leggero (al massimo 1.500 euro annui nel caso irrealistico di 30.000 euro di compensi senza alcun costo sostenuto).
Si ricorda che è possibile dedurre dal reddito imponibile i contributi previdenziali ed assistenziali versati dal contribuente in ottemperanza a disposizioni di legge, mentre non sono deducibili ulteriori oneri o godere di detrazioni d’imposta in dichiarazione dei redditi (esempio assicurazioni, spese mediche, mutui passivi ecc…).

Attività individuale autonoma occasionale
Tale è l’attività prestata dal Naturopata che, sprovvisto di Partita Iva, intenda collaborare con un centro benessere, una palestra o altra associazione. In questo caso il cliente verserà il corrispettivo per la prestazione direttamente alla struttura, che successivamente verserà quanto ricevuto al professionista, al netto della ritenuta d’acconto del 20%.
Se non si supera l’importo di € 5.000 lordi di reddito nel corso dell’anno solare non è dovuta la contribuzione INPS, che scatta al superamento di detta cifra anche sommata con altri redditi.
In tali ipotesi corre l’obbligo di comunicare il superamento dell’importo al committente (palestra, centro benessere), in quanto anch’esso è tenuto ad eseguire il versamento all’INPS.
L’attività di Naturopata può essere svolta anche all’interno di una realtà associativa.

2017-02-14T13:53:40+00:00




 

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